Arbus
Il Comune di Arbus è uno dei più estesi della Sardegna, occupa infatti 269,34 Kmq nel settore sud-occidentale dell’isola. Il paesaggio è dominato dal Monte Arcuentu con i suoi 785 m., la cui sagoma spicca fra le creste vulcaniche dalle forme aspre e selvagge. Arbus è circondato dalle zone minerarie di Gennamari, Montevecchio e Ingurtosu. La Costa di Arbus, lunga 47 km, ha la sua peculiarità nelle ampie distese di sabbia formanti dune dalle dimensioni imponenti in cui è presente la tipica vegetazione mediterranea. Da Nord si incontrano dei villaggi costieri: Pistis, Borgata di Sant’Antonio di Santadi, Torre dei Corsari e di Porto Palma. Si prosegue poi con Funtanazza, Gutturu‘e Flumini, Portu Maga, il litorale di Piscinas (lungo circa 9 km e con un complesso dunale di circa 3 kmq e altezze fino a 50 m.), Scivu e Capo Pecora. Il territorio propone anche diversi siti archeologici di varia natura (tracce umane del Neolitico, Nuraghi, Tombe dei Giganti e tracce dei Cartaginesi e dei Romani)
Saluti istituzionali
Monumenti Aperti 2026
Arbus apre le sue porte, ancora una volta, con il cuore e con l’orgoglio di chi sa di custodire qualcosa di raro.
Un territorio che non si racconta, si vive. Pietra dopo pietra, sentiero dopo sentiero, storia dopo storia.
Anche quest’anno, giovani, associazioni e volontari si fanno custodi e narratori di un patrimonio che appartiene a tutti: il Museo Etnografico e del Coltello, la suggestiva località di Is Mulinus, la Loggia con i reperti storici di S’Accabbadora — testimonianza silenziosa e potente di un rito antico che interroga ancora oggi la nostra coscienza — il nuraghe Cugui, la torre costiera di Flumentorgiu, la tonnara di Porto Palma, le miniere silenziose di Ingurtosu, la Foresteria di Montevecchio e la chiesa campestre che scandisce da secoli il ritmo della nostra comunità.
Quest’anno il viaggio si raddoppia. L’itinerario lungo le vie degli operai — quelle stesse strade percorse ogni giorno da chi ha costruito con le proprie mani l’identità di questa terra — si estende fino al cuore pulsante di Montevecchio, spingendosi alle profondità storiche del Pozzo Sanna, simbolo indelebile della stagione mineraria che ha segnato generazioni intere.
Due percorsi, un’anima sola: natura, memoria e identità si intrecciano in un’esperienza che non dimenticherete.
Monumenti Aperti non è una manifestazione. È un atto d’amore collettivo.
A chi sceglie Arbus oggi, diciamo una cosa sola: benvenuti a casa.
Il Sindaco
Paolo Salis


monumenti aperti
1. Casa Museo del Coltello Sardo
Via Roma 15
Visite a cura del signor Paolo Pusceddu
La Casa Museo del Coltello Sardo, fondata dal coltellinaio Paolo Pusceddu, nasce nella casa paterna restaurata, mantenendo l’originaria struttura settecentesca. Pusceddu, cresciuto nell’arte della lavorazione dei metalli sotto la guida del padre Mario, perfeziona il mestiere a Brescia e poi nell’officina di famiglia. Con il marchio “L’Arburesa” rilancia le lame tradizionali locali. Inaugurata nel 1996, la Casa Museo accoglie ogni anno migliaia di turisti e scolaresche.
2. Is Mulinus
Loc. Is Mulinus
Visite a cura del Gruppo Archeologico Cugui
Nella regione storica dell’Arburese sono censiti un elevato numero di mulini idraulici; attualmente se ne contano 12. Lungo il corso d’acqua “Is Mulinus”, nome anche della località che sta a indicare chiaramente l’origine del toponimo, è ubicato il Mulino Puddu. Realizzato da una struttura a pianta rettangolare è costituito da una muratura caratterizzata da grossi conci granitici utilizzati da altra arcaica struttura. Il monumento conserva ancora le caratteristiche peculiari tipiche del suo antico utilizzo, prestandosi a una chiara lettura, sono ben visibili, infatti, il foro, che ospitava l’albero di trasmissione, i fori sulle pareti interne che sostenevano le travi in legno della tramoggia e del paranco, e la camera che ospitava la ruota orizzontale. Rimane ancora ben conservato il lastricato pavimentale interno. In un’antica casa del paese è conservata la sua originaria macina.
3. Palazzo della Direzione
Ingurtosu
Visite a cura di Guida Ambientale Escursionistica
Il monumentale Palazzo della Direzione della
Miniera di Ingurtosu venne progettato e costruito dall’Ing. J.G. Bornemann. La costruzione dell’edificio durò diversi anni, durante i quali si apportarono numerose variazioni al progetto originario. I lavori vennero conclusi dall’Ing. Viktor Bornemann, direttore della miniera dal 1884 al 1894. L’edificio richiama la tradizione costruttiva Nord-Europea, in particolar modo il castello di Wartburg, dell’XI secolo, sito ad Eisenach in Germania. Il riferimento a questa architettura tedesca è un omaggio all’Ingegnere Bornemann, originario appunto di Eisenach. All’interno del palazzo furono installati gli uffici della Direzione della Miniera di Ingurtosu, i laboratori, nonché l’abitazione del direttore. Tutto restò immutato
per l’intero periodo dell’attività della miniera di Ingurtosu. Per l’edizione 2026 è prevista la mostra degli antichi strumenti della banda musicale “E. Porrino” fondata nel 1904 nella frazione di Ingurtosu.
4. Pozzo Gal
Loc. Ingurtosu
Visite a cura di Ceas – Centro di Educazione Ambientale, Associazione Zampa Verde, Associazione Culturale
Folkloristica Sant’Antonio Arbus
Pozzo Gal prende il nome da un dirigente della Penarroya che, negli anni ’20, gestiva le miniere tramite la Società Pertusola. Fu realizzato per lo sfruttamento sotterraneo del filone Brassey, scoperto durante la presidenza di Lord Thomas Allnutt Brassey nella società di Gennamari e Ingurtosu. Questo filone, prosecuzione di quello di Montevecchio e lungo circa 8 km, rappresenta una delle più importanti manifestazioni metallogeniche filoniane della Sardegna.
Il recupero del sito di Pozzo Gal è stato il primo e più significativo intervento del Comune di Arbus nel programma di valorizzazione dell’archeologia industriale.
Per l’edizione 2026 sono previsti figuranti in costume, che ricreano scene di vita quotidiana, e un’esperienza immersiva con visori 3D per rivivere gli spazi e il lavoro in miniera.
5. Laveria di Naracauli – Brassey
Loc. Naracauli-Ingurtosu
Visite a cura di Guida Ambientale Escursionistica
La Laveria di Naracauli, o laveria Brassey, entrò in funzione nei primi anni del 1900 per trattare materiali blendosi, ricavati dal minerale di zinco. L’imponente struttura, di grande pregio architettonico, operò a fasi alterne fino alla chiusura negli anni ’60. Oggi, pur in rovina, conserva un fascino suggestivo immerso nella natura.
È possibile solamente la visita esterna.
6. Nuraghe Cugui
Loc. Cugui, a 500 m. dalla SS 126 – km. 82.400
Visite guidate a cura del Gruppo Archeologico Cugui
Il nuraghe Cugui, situato su un colle di 400 metri, domina un ampio panorama che include Arbus ed è affiancato dalla fonte perenne “sa Mitza ‘e Canau”. Il sito, frequentato già in età prenuragica, ha restituito resti delle culture di S. Ciriaco, S. Michele di Ozieri e Monte Claro. Il protonuraghe, di forma ellittica, è composto da due grandi torri, una centrale più piccola e un corridoio d’ingresso; nei dintorni si trovano anche dei menhir.
7. Museo Antonio Corda – Arti e Mestieri Antichi della Sardegna
Via Giardini 1
Visite guidate a cura dell’Associazione Culturale Etno Museum ETS
Sabato dalle 17.00 alle 20.00
Domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00
Il museo, ospitato in un’antica dimora contadina restaurata nel centro storico di Arbus, espone reperti di oltre cinquanta mestieri tradizionali della Sardegna. Il percorso si sviluppa su più livelli attorno a un cortile con pozzo, offrendo una vista su “Sa Rocca ’e su Casteddu” e raccontando un patrimonio secolare di tecniche e saperi.
8. Tonnara di Flumentorgiu
Loc. Porto Palma
Visite guidate a cura dell’Associazione Porto Palma
Porto Palma, nota anche come Flumentorgiu o “Tunaria”, fu approdo per imbarcazioni e sede di una tonnara attiva dal 1600. Il borgo, abitato da pescatori impegnati anche nella lavorazione del tonno, deve a questa attività il suo nome. Oggi le antiche case, finemente restaurate, formano un suggestivo villaggio ai piedi del promontorio, a cento metri dal mare.
9. Museo dei Minerali e Diorami
Loc. Montevecchio – ex Foresteria
Visite guidate a cura di Ceas – Centro di Educazione Ambientale; Associazione Zampa Verde
Il Museo, ospitato nell’ex Foresteria di Montevecchio (costruita nel 1930), espone una ricca collezione di minerali provenienti principalmente dalla miniera di Montevecchio e da altre miniere della Sardegna, Italia e dall’estero. La collezione Dellacà include Diorami che riproducono la vita mineraria in diverse epoche, offrendo ai visitatori un coinvolgente percorso didattico. La Foresteria, un tempo residenza per ingegneri e dirigenti, conserva ambienti spaziosi e decorazioni tipiche delle residenze ottocentesche.
10. Chiesa di San Sebastiano
Via Repubblica
Visite guidate a cura dell’Università della Terza Età
Sabato dalle 15.30 alle 17.30
Domenica dalle 11.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30
La Chiesa parrocchiale, situata al centro del paese, ha origini antiche, con prime notizie risalenti alla fine del XVI secolo. La sua struttura, frutto di ampliamenti e restauri in diversi periodi, non segue uno stile preciso. La facciata, restaurata alla fine dell’800, è arricchita con cornici e colonne. All’interno, spiccano la balaustrata di Battista Spazzi (1770), l’altare maggiore del Fiaschi (1845) e la cappella della Madonna di Lourdes per la sua originalità.
11. Chiesa della Madonna del Rosario
(Chiesa di Belvedere)
Via Belvedere 64
Visite guidate a cura della classe 5B
e di UTE (Università della Terza Età)
La Chiesa della Madonna Beata Vergine del Rosario, nota come Chiesa di Belvedere, è situata nel rione di Conca ‘e Mallu. Fu costruita negli anni ’60 del Novecento e grazie alla sua posizione domina la parte più alta del paese. Per tanti anni la chiesa è rimasta chiusa fino alla recente ristrutturazione della cupoletta, delle torri campanare, dei pavimenti e dell’interno, grazie all’aiuto di don Gianni Biancu.
12. Chiesa della Beata Vergine Maria Regina
Via Rinascita 30
Visite guidate a cura del gruppo della Parrocchia beata Vergine Maria Regina
Le visite alla chiesa saranno sospese durante le funzioni religiose.
La Parrocchia venne eretta il 5 marzo 1966. Il primo progetto della Chiesa venne approvato nel 1971 e affidato all’Ing. Antonio Zurrida. La Chiesa venne inaugurata il 15 febbraio 1998 e consacrata il 7 settembre 2003. All’interno si conserva l’antica statua della Madonna d’Itria; all’ingresso si trova un imponente crocifisso in metallo realizzato da un artigiano locale. Completano l’ambiente le vetrate colorate e la suggestiva copertura in legno.
gli itinerari
1. Passeggiata al borgo di Ingurtosu
Punto di ritrovo: loc Ingurtosu c/o Palazzo della Direzione
Visite guidate a cura di Francesca Manola Cimino – guida ambientale escursionistica
Sabato alle 15.30
Domenica alle 10.00
Prenotazione obbligatoria alla mail entro il 5 maggio: mirko.atzori@comunearbus.it
Max 25 partecipanti
Un viaggio nel cuore dell’archeologia mineraria sarda. il percorso si snoda dal centro amministrativo del villaggio di Ingurtosu attraverso sentieri immersi nella macchia mediterranea e il passaggio simbolico verso la galleria Maria Teresa, i visitatori contrasto tra la vita sociale del borgo e la dura realtà del lavoro del sottosuolo.
Lunghezza: 1,5 chilometri solo andata.
Grado di difficoltà: t (turistico) adatto a famiglie e scolaresche.
Equipaggiamento: scarpe da trekking obbligatorie; scorta idrica; cappello; giacca antivento.
2. Per le vie di Arbus, tra monumenti e personaggi illustri
Punto di ritrovo: piazza Immacolata
(percorso breve di circa 500m adatto a tutti)
Visite guidate a cura della classe 5B dell’Istituto Comprensivo San Giovanni Bosco Pietro Leo
Sabato alle 16.00 e alle 17.30
Domenica alle 10.00, alle 11.30, alle 15.30 e alle 19.00
Gli alunni della classe 5B accompagneranno i visitatori alla scoperta dei monumenti e dei personaggi che hanno segnato la storia di Arbus.
Il percorso partirà da Piazza Immacolata, con i siti di Montegranatico e dell’ex Municipio, per proseguire lungo via Vaquer, legata a un noto personaggio locale, fino alla casa natale del Senatore Garau e a quella del medico Pietro Leo. Si ripercorrerà quindi via Senatore Garau fino a Piazza Mercato, dove si trova il monumento dedicato a tutti i sindaci.
Sarà inoltre presente uno stand a cura della Pro Loco, con curiosità e aneddoti sulla storia del paese. Da qui i visitatori potranno proseguire verso il Museo del Coltello e il Museo delle Tradizioni.
3. Passeggiata al Borgo di Montevecchio
SP 66 Km 5, loc. Ingurtosu c/o Foresteria
Visite guidate a cura di una guida turistica
Sabato e domenica alle 15.30 su prenotazione obbligatoria entro il 05 maggio alla mail mirko.atzori@comunearbus.it
Un viaggio nel cuore del borgo minerario di Montevecchio, dalla Foresteria fino a uno dei pozzi più caratteristici, Pozzo Sanna. Durante la passeggiata, di circa 3 km solo andata, la guida escursionistica racconterà la storia e la vita di questi luoghi.
Difficoltà: media
Equipaggiamento: scarpe da trekking obbligatorie; scorta idrica; cappello; giacca antivento
Per la visita ai siti si consigliano abbigliamento e scarpe comode. Le visite alle chiese saranno sospese durante le funzioni religiose. È facoltà dei responsabili della manifestazione limitare o sospendere in qualsiasi momento, per l’incolumità dei visitatori o dei beni, le visite ai monumenti. In alcuni siti la visita potrà essere parziale per ragioni organizzative o di affluenza.
Per informazioni:
– Info point: via Libertà 16
– E-mail info@arbusturismo.it
Sito ufficiale di monumentiaperti
MONUMENTI APERTI
XXX edizione 1997/2026
Generazione
Monumenti Aperti
Un patrimonio di cultura, legami, memoria: una questione d’amore per la nostra terra










