Monumenti aperti Arbus 2016

Riscoprire tracce, segni, testimonianze del passato. Riappropriarsi delle proprie tradizioni civili e religiose per rafforzare la propria identità, il senso di appartenenza alla comunità.

Questo lo scopo di Monumenti Aperti, la Manifestazione nata nel 1997 a Cagliari grazie ad una intuizione dell’Associazione Ipogeo e per iniziativa dell’associazionismo civile e culturale con il sostegno di diverse Istituzioni, in primis dell’Amministrazione Comunale del Comune capoluogo a cui dopo alcuni anni si è unito anche quello della Regione Autonoma della Sardegna.

Organizzatore della Manifestazione è l’Associazione Imago Mundi Onlus, che usufruisce della collaborazione e del contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, dell’Assessorato al Turismo e dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, e del supporto organizzativo fondamentale del Consorzio Camù che riunisce al suo interno i Centri Comunali d’arte e Cultura del sistema museale cagliaritano. La manifestazione è coordinata da un Comitato Tecnico scientifico composto da istituzioni e Associazioni Culturali.

Ideata per costituire uno stimolo alla tutela e valorizzazione dei Beni culturali e ambientali e come occasione di comune impegno tra associazioni, scuole, enti pubblici e privati e istituzioni, la manifestazione è stata premiata, sin dalla prima edizione, da una imponente partecipazione popolare: un grande successo di numeri, ma soprattutto una grande occasione di crescita civile e culturale, per i volontari e gli studenti impegnati e per i partecipanti-visitatori.

(dal sito ufficiale della manifestazione ▶ monumentiaperti.com/it/la-manifestazione/)

 

Arbus, 14 – 15 maggio 2016

Monumenti visitabili nel paese

Casa Museo del Coltello Sardo

Arbus, Via Roma 15

Nato da un’idea del coltellinaio Paolo Pusceddu (figlio di Mario, maestro fabbro ferraio) e realizzato in un antico fabbricato risalente al 1700, ospita pezzi della tradizione sarda (con il tipico coltello dei pastori “Arburesa”) risalenti fino al 1500, e pezzi unici dei più importanti coltellinai sardi. Importante attrattiva il coltello più pesante del mondo (kg. 295 per 4,85 metri), registrato nel Guiness dei Primati nel 1987. Annesso al Museo l’antico laboratorio del coltellinaio con gli attrezzi del passato.

Chiesa di San Sebastiano

Arbus, Piazza Immacolata

La Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano, di cui si hanno notizie già dal 1450, è in stile barocco, poi modificato, con una pianta a navata unica e diverse cappelle aperte. L’aspetto attuale della facciata risale ai lavori di restauro del 1895, durante i quali fu definito il campanile così com’è ora. All’interno troviamo il fonte battesimale in marmo, risalente al 1778, mentre del 1701 è la statua di San Sebastiano, di scuola cagliaritana. E’ presente anche un organo a canne, risalente al 1665.

Pinacoteca Florisserra Vinci

Arbus, Vico V Repubblica 12

La Pinacoteca Florisserra Vinci ospita, in un edificio dei primi del ‘900, le opere dell’artista locale Giuseppe Florisserra, ideatore della tecnica di pittura denominata «goccismo», il cui lavoro ha ricevuto svariati riconoscimenti, anche internazionali. Nel cortile d’ingresso sono visibili delle sculture. Al piano terra sono in esposizione 16 quadri mentre al primo piano si possono ammirare 45 quadri e 6 sculture, oltre che visitare lo studio di lavoro dell’artista.

Piazza San Lussorio

Arbus

Nel 2009, durante lavori edili nella Piazza San Lussorio ad Arbus, è stato riconosciuto un sito archeologico pluristratificato, composto di edificio termale e necropoli d’età romana imperiale, seguiti da un cimitero e una chiesa di età spagnola, risalenti almeno al XVII secolo. L’insediamento moderno poggia su un terrazzamento artificiale realizzato con materiale edilizio romano imperiale, sovrapposto ad alcune tombe preesistenti, di cui una alla cappuccina.

Ex Municipio cittadino

Arbus, Piazza Immacolata – Solo visita esterna

L’edificio, del 1895, viene così descritto dal Vaquer: “L’edifizio… non è grande, ha la forma d’un parallelepipedo rettangolare… Nel pian terreno sono distribuite le aule per le scuole femminili a volta solida… Nella facciata è l’ingresso principale, che dà adito per mezzo della scala (molto artistica) alle stanze del secondo piano. In questo la sala del Consiglio sta a destra del fabbricato, in mezzo è la scala ed uno stanzino per l’usciere, a sinistra l’archivio,che riceve la luce dal mezzogiorno, ed il gabinetto del piano superiore sono molto civili e le volte – ornate di bei disegni – danno loro un’impronta di eleganza…”.

Montegranatico

Arbus, Piazza Immacolata – Solo visita esterna

Le prime notizie sulla sua presenza risalgono al 1763. Su due livelli, ha muratura in granito con all’interno degli archi acuti che delimitano gli ambienti mentre i soffitti sono in legno a vista, con travi di castagno. Sono presenti delle piccole aperture esterne dotate di inferriate. Sul frontone dell’ingresso si legge “VENITE, EMITE ABSQUE ARGENTO, MAGNUM PIETIS OPUS” in latino, significante “VENITE, COMPRATE SENZA DENARO. GRANDE OPERA DI PIETA’”, intendendo così che i contadini potevano avere in prestito del grano e che sempre col grano dovevano saldare il debito. I Monti Granatici, voluti dall’Amministrazione Piemontese, nacquero per continuare l’opera degli Spagnoli, gestita dai parroci. L’istituzione giungerà sino alla fine dell”800 trasformandosi in Cassa Ademprivile, confluendo nel 1928 nell’Istituto di Credito Agrario per la Sardegna, assorbito verso gli anni ’50 dal Banco di Sardegna. Dichiarato «Bene di interesse culturale storico artistico» nel 2009, attualmente è oggetto di ristrutturazioni interne ed ospita dei reperti archeologici rinvenuti sui fondali delle coste arburesi.

Monumenti visitabili a Ingurtosu

Pozzo Gal

Ingurtosu, strada per Piscinas

Pozzo Gal (dal cognome di un dirigente della Penarroya, che intorno agli anni ‘20 gestiva le miniere tramite la Società Pertusola) era finalizzato alla coltivazione in sotterraneo del filone Brassey, continuazione del filone Montevecchio coltivato nelle omonime miniere e che con la sua estensione di 8 Km rappresentò la più importante manifestazione metallo genica filoniana della Sardegna. Il sito consente, tramite tecniche multimediali, un’immersione nella storia della miniera e della sua gente.

Chiesa di Santa Barbara

Ingurtosu

Circondata da un piazzale al quale si accede per mezzo di una lunga scalinata in granito, la chiesa (voluta da Sir Thomas Brassey) fu inaugurata il 21 maggio 1916 ed è divisa in tre navate. Per la sua costruzione da parte dell’Amministrazione Mineraria il Papa Pio X offrì 20.000 lire. Nel 1957 venne realizzata la Via Crucis che dalla chiesa, lungo un sentiero immerso nel verde, arriva fino ad un complesso roccioso naturale, sul quale sono state erette le tre croci del Calvario.

Palazzo della Direzione

Ingurtosu – Solo visita esterna

Il monumentale edificio, risalente agli ultimi decenni del 1800, richiama la tradizione costruttiva Nord-Europea in particolar modo il castello di Wartburg, dell’XI° secolo, ad Eisenach in Germania. Col suo grande arco costituisce una simbolica porta d’accesso al villaggio minerario, sul quale domina, e al suo interno si trovavano gli uffici della Direzione della miniera di Ingurtosu, i laboratori e l’abitazione del direttore. La ricchezza decorativa dell’edificio è data dall’uso sapiente del granito arburese.

Ex Ospedale

Ingurtosu – Solo visita esterna

Situato in posizione panoramica, ha una pianta rettangolare che si sviluppa su 2 piani e ha una copertura a “capanna”. Costruito tra il 1901 e il 1902, fu ampliato nel 1907 completandolo con gli alloggi per il medico, il farmacista e l’ostetrica. Efficiente e moderno, era dotato di apparecchiature avanzate e specializzato nella cura delle malattie proprie del lavoro minerario. Costituiva un importante presidio sanitario, non solo per i dipendenti, ma anche per la popolazione dei centri vicini.

Laveria Brassey – Naracauli

Ingurtosu, Naracauli – Solo visita esterna

Costruita tra il 1899 e il 1900, inizialmente consisteva in un impianto di preparazione meccanica dei minerali, a cui si aggiunssero negli anni seguenti altre due sezioni destinate al ripasso delle discariche e al trattamento di minerali di piombo e zinco nonché cernitrici e separatori magnetici. Dopo altre trasformazioni avvenute nei decenni successivi, e attività a fasi alterne, la laveria chiuse verso la fine degli anni ’60.

Informazioni per le visite


I monumenti saranno visitabili gratuitamente, il pomeriggio di sabato dalle ore 16.00 alle ore 20.00 e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00.
Per la visita ai siti si consigliano abbigliamento e scarpe comode. Le visite alle chiese saranno sospese durante le funzioni religiose. È facoltà dei responsabili della manifestazione limitare o sospendere in qualsiasi momento, per l’incolumità dei visitatori o dei beni, le visite ai monumenti. In alcuni siti la visita potrà essere parziale per ragioni organizzative o di afflusso.
e-mail: info@ceasingurtosu.it; zampaverde@infinito.it; f.atzori@comunediarbus.gov.it; protocollo@comunediarbus.gov.it

Partecipano alla manifestazione: Comune di Arbus – Assessorato alla Cultura, Istituto Comprensivo Statale “P. Leo” Arbus, Associazione Zampa Verde, Associazione Mineralogica Arbus, Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, Naracauli escursioni, AUSER Arbus, Associazione Culturale BeS Arbus, Associazione Culturale Folkloristica “Sant’Antonio” Arbus, Associazione Gruppo Carradoris Sant’Antonio, Associazione Arbus 2020, Associazione Turistica Pro Loco Arbus, Igea Spa, Gruppo Archeologico Cugui, Parrocchia San Sebastiano Martire Arbus, Parrocchia Beata Vergine Maria Regina Arbus, Gruppo Folk Pro Loco Città di Arbus, Sig. Giuseppe Florisserra, Sig. Paolo Pusceddu.

Ricerche storiche e testi: Mauro Caddeo, Antonello Dessì, Carla Lampis, Salvatore Murtas, Elvio Pani, Antonello Piras, Ignazio Sanna, Carlo Vinci, Don Tarcisio Ortu, Don Gianluca Carrogu , Associazione Culturale “BeS” Arbus, Associazione Zampa Verde, Fabrizio Fanari, Enea Sonedda, Cinzia Lecca, Maurizio Serra.

Pagina Facebook dell’evento: Monumenti Aperti Arbus 2016
Sito ufficiale della manifestazione: monumentiaperti.com